Ma per quale ragione, poi, si
dovrebbe scrivere?
La domanda non è oziosa, ma
punta al centro del problema. Credo che le risposte davvero concrete siano
poche. La più importante e completa dovrebbe essere questa: “Non esiste una
ragione per scrivere, ma tanti motivi più o meno buoni e quasi tutti
poco importanti e in gran parte connessi con il banale bisogno di appagamento
del proprio io”.
Fra i motivi minori,
tuttavia, mi sembra di trovare un più nobile argomento (rispetto ai vagiti
dell’autocompiacimento) nel fatto che la scrittura migliora la percezione del
mondo: dovendo descrivere una persona, una cosa o una scena, sono costretto a
osservare a fondo sia il quadro generale e sia i dettagli, e in questa
operazione di graduale messa a fuoco i miei sensi si impadroniscono del mondo
in maniera più piena e profonda di quanto non accada in altri momenti.
Alle corte: scrivere se non
altro fa bene alla vista.

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