Il pensiero - vale a dire ciò che penso, le mie
idee, le sensazioni, i progetti - è come un treno: può contenere cose e
persone, ma per muoversi ha bisogno dei binari. E i binari sono le strutture
sintattiche su cui faccio procedere le frasi compiute, le
parole, i periodi, le congiunzioni, gli avverbi con cui formulo e do forma al
pensiero, anche il più banale. Soltanto in questo modo il pensiero, perlomeno
il mio, può arrivare a destinazione, ovvero definirsi ed essere compiuto. Ma
soprattutto, soltanto affidando il pensiero a una forma strutturata in frasi
definite riesco a capire esattamente ciò che sto pensando. In assenza di
binari, le cose e le persone contenute nel pensiero si affollano sulle
pensiline in disordinata e irritante attesa, in una confusione di volti e di
oggetti da cui non è facile separare il proprio dall'altrui. Alle corte: per
sapere che cosa si pensa occorre pensare in forma scritta.
sabato 28 febbraio 2015
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