L.T. mi racconta di una sua idea per un romanzo. Seguo ammirato la breve trattazione, lodo la gaia perentorietà del titolo e intanto penso che le ‘idee per un romanzo’ potrebbero costituire a loro volta, e a pieno titolo, un nobile genere. Certo, viene subito in mente Centuria di Manganelli, ma quello stesso autore ha (e ha avuto) fama di eccentricità stilistica. No, quando dico che le ‘idee per un romanzo’ dovrebbero meritare un ruolo più compiuto intendo davvero qualcosa di domestico e generale: ogni autore, insieme ai lavori finiti, dovrebbe di tanto in tanto rendere pubblici i grumi narrativi, i germogli di storie, gli stimoli estetici che, trascritti sul retro di una busta e sul biglietto del cinema, sono stati accantonati in una cartellina dal titolo ‘idee per un romanzo’ (quale scrittore non la possiede?), dove giacciono. Il motivo: nella ‘idea per un romanzo’ è spesso contenuta la massima quantità di energia creativa, talvolta così concentrata da non poter essere diluita in un romanzo.
domenica 30 dicembre 2007
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