martedì 18 dicembre 2007

si scrive sempre

Chi scrive, scrive sempre. Quando scrive, ovviamente, ma anche quando non scrive, quando, per scelta o per accidia, assume l’atteggiamento passivo e distante di chi passa di lì per caso. Chi ha contratto l’attitudine di scrivere, infatti, conserva il metodo di tradurre ogni scena vista, ogni dettaglio percepito, profumi e sensazioni compresi, in una struttura sintattica compiuta. Magari non se ne rende nemmeno conto, ma lo fa (e chi non lo fa, probabilmente, non è ancora ‘uno che scrive’). Così, accade che anche nei periodi di minor dedizione all’atto di scrivere, lo scrittore continui a scrivere, in quella forma intima, sorta di seconda pelle, che è il percepir-scrivendo. Si tratta di una scrittura che svapora mentre si fa, ma non per questo destinata a perire: ammassata in un archivio mentale, sorgerà da sé, tempo dopo, come un’urgenza, come una necessità di espulsione…

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