giovedì 17 gennaio 2008
dopo
domenica 30 dicembre 2007
idee per un romanzo
L.T. mi racconta di una sua idea per un romanzo. Seguo ammirato la breve trattazione, lodo la gaia perentorietà del titolo e intanto penso che le ‘idee per un romanzo’ potrebbero costituire a loro volta, e a pieno titolo, un nobile genere. Certo, viene subito in mente Centuria di Manganelli, ma quello stesso autore ha (e ha avuto) fama di eccentricità stilistica. No, quando dico che le ‘idee per un romanzo’ dovrebbero meritare un ruolo più compiuto intendo davvero qualcosa di domestico e generale: ogni autore, insieme ai lavori finiti, dovrebbe di tanto in tanto rendere pubblici i grumi narrativi, i germogli di storie, gli stimoli estetici che, trascritti sul retro di una busta e sul biglietto del cinema, sono stati accantonati in una cartellina dal titolo ‘idee per un romanzo’ (quale scrittore non la possiede?), dove giacciono. Il motivo: nella ‘idea per un romanzo’ è spesso contenuta la massima quantità di energia creativa, talvolta così concentrata da non poter essere diluita in un romanzo.
sabato 29 dicembre 2007
semplice e facile
Bisognerebbe amare i testi semplici e odiare quelli facili. La semplicità, infatti, è il traguardo cui giungono i migliori scrittori, ovvero coloro che hanno davvero sbozzato la pietra espressiva lavorando di martello e di cesello fino ad ottenere la forma pura e leggera. E attenzione: la semplicità, così faticosamente ottenuta, arriva poi a tutti, viene apprezzata da chiunque.
La facilità (scrivere in ‘maniera facile’, leggere ‘cose facili’), al contrario, sembra invece l’esito infelice della pigrizia mentale, sia di chi fa e sia di chi riceve.
il tappeto
Non lasciamoci ingannare: la fluidità di un testo, percepita da chi legge, è inversamente proporzionale al lavoro svolto sulla costruzione sintattica ed è al postutto un faticato punto di arrivo, il risultato di imponenti moti strategici e tattici dei componenti in gioco. Un testo risulta infatti fluido alla lettura, scorrevole, capace non solo di trattenere il lettore sulla pagina ma addirittura per così dire di spingerlo avanti lungo la sequenza dei periodi (come se ti venisse tolto il tappeto da sotto i piedi...) soltanto alla fine di un meticoloso e ostinato sforzo su ogni singolo mattoncino lessicale.
mercoledì 26 dicembre 2007
scrivere con l'udito
autore e lettore
il lettore
Osserva – le consiglio - dapprima tutto ciò che è proprietà: ortografia, sintassi, tempi verbali e simili. Poi valuta gli elementi stilistici: uso della lingua, tono (il tono è fondamentale), struttura dell'opera, capacità di costruzione dell'intreccio, abilità nel farmi andare avanti a leggere, ricordando sempre che l’esercizio della critica letteraria è cosa diversa dalla valutazione del lettore. Ora controlla se nell’opera c'è un dato creativo, qualcosa di nuovo nello stile, nella forma, nell’orchestrazione, e infine valuta se ciò che si racconta è pregnante, significativo, degno di nota.
Direi che può essere considerato degno di nota il testo in cui sono sufficienti tutti e quattro questi livelli. Ma se un testo è geniale, ma davvero geniale, anche solo su un parametro, allora bisogna mandarlo avanti in ogni caso.