mercoledì 18 giugno 2008

accidia


E’ bene non avere un'unica modalità di accostamento all’atto dello scrivere.

A esempio, mi piace accedere alla composizione del testo anche sotto l’impulso, vasto e differenziato, che spinge verso i cosiddetti 'peccati capitali'. In certi casi, dunque, scrivo con la stessa disposizione di spirito che ho quando ozio, quando mi dedico pigramente al nulla: osservo la pagina bianca o le poche righe composte fino a quel punto e non mi sforzo più di tanto per proseguire. Sbircio senza intenzione le parole, più che agire sulla frase, lasciandomi andare alle mille associazioni gratuite che quelle sanno evocare. In questo modo ho trovato, a volte, soluzioni estetiche che non sarebbero mai apparse se avessi adottato i consueti modi del comporre… Alle corte: da una condizione accidiosa sono nate spesso forme lessicali impreviste e curiose, o sono sorti sviluppi narrativi sontuosi.

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