Molti giovani autori vivono lunghe stagioni di frustrazione e di delusione in attesa della sospirata pubblicazione. Questi tormenti sono probabilmente destinati a crescere fino a quando non sarà chiarita in profondità la distinzione che esiste fra il testo e il libro.
L’errore sta tutto nel pensare al libro durante l’atto di comporre un testo.
Il libro, infatti, è un oggetto che assolve svariate funzioni, fra cui anche quella di contenere un testo. Inoltre, il libro è un oggetto progettato e realizzato da più persone (autore, editore, grafico, tipografo, distributore, libraio...) per soddisfare esigenze di più categorie umane e sociali.
Il testo, invece, è l’esatto risultato di un processo interno, tecnico e creativo. Il testo nasce dal disegno estetico dell’autore e si nutre esclusivamente delle sostanze fornite da chi scrive.
Alle corte: il testo non ha bisogno del libro, ed è perciò bene che l’autore non pensi al libro, mentre scrive.
venerdì 5 ottobre 2007
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