martedì 22 gennaio 2008
si legge con il tatto
Chi legge, ovviamente, legge con gli occhi. Nel caso della lettura, però, gli occhi non svolgono una funzione visiva, ma tattile. Può sembrare un paradosso, ma è così. Nello scorrere la frase, il lettore riconosce (volente o nolente) la morbidezza, la levigatezza o al contrario la ruvidità di quella sequenza di parole. Insomma, leggere è una esperienza tattile, e perciò chi scrive, dopo avere preparato la massa lessicale, deve distenderla e impastarla (ovvero spostarne e ancora spostarne gli elementi costitutivi) a lungo, e aggiungere olio, e ancora impastare, massaggiare, distendere...
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