domenica 20 gennaio 2008
il sorso
Qualcuno ritiene che tutto ciò che è scritto (ma proprio tutto, dal Genesi alle cartoline di buone vacanze) sia letteratura. La letteratura, dunque, che cos’è? Al suo grado più immediato, la letteratura è data da una struttura più o meno articolata di parole che, raccontando o alludendo, concorre a farmi percepire l’esistenza di altre vite oltre la mia. La formula chiave di questo assunto (assai gratuito, ne convengo) è in ogni caso ‘farmi percepire’. Ovvero, c’è letteratura quando vedo irrompere nella mia vita, per il tramite delle parole, persone e cose che nel giro di poche righe mettono in moto i miei occhi e le mie orecchie, i miei sensi tutti, apparendo di fronte a me in tutta la loro concreta pienezza. Ma affinché io possa ‘percepire’ fisicamente il mondo tramite le parole, occorre tecnica raffinata. E allora, come è possibile scorgere letteratura in qualunque testo? Forse, la ragione è questa: chi è molto esercitato alla letteratura può vedere sorgere di fronte a sé il mondo anche per mezzo di stimoli minimi, come a esempio i nomi dell’elenco telefonico. Ma questa, ahimé, è una condizione da drogato: all’alcolizzato basta ormai un sorso di liquido pessimo per ricadere nello stato di alterazione...
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