domenica 20 gennaio 2008
ironia
Credo sia quasi impossibile imbracciare la dura disciplina della scrittura se si è privi di ironia, compresa la sua forma più raffinata che è l’autoironia. La mancanza di ironia, del resto, rappresenta forse il tratto specifico dei seguaci di ogni pensiero assoluto, e là dove alberga un dogma raramente cresce uno scrittore. Per raccontare il mondo, infatti, bisogna osservare le cose e le persone con occhio neutro, libero da opinioni o da giudizi. Non so se le personalità poco ironiche finiscano per abbracciare le discipline dogmatiche, oppure se queste discipline inducano a una sorta di ‘bagno totale’ che impedisce lo sguardo imparziale, ma so che senza ironia non c’è scrittura (anche se poi, magari, nel testo non vi è traccia di ironia: è sufficiente che vi sia stata nel modo di guardare).
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