Ieri ero al ristorante, da solo. Al mio fianco due avventori discutono, e uno di loro dice all'altro: "Insomma, per farla breve, alla fine ho dovuto dargli una cagnotta".
Mi sono girato su un lato e scusandomi per l'intrusione ho chiesto che cosa volesse dire cagnotta. Non ho mai visto nessuno così felice di spiegare il significato di una parola, mi ha raccontato l'antefatto (dieci minuti di racconto) per arrivare infine alla cagnotta, che sarebbe poi una mancia anticipata per ottenere un favore...
mercoledì 11 marzo 2009
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4 commenti:
Trovo miracoloso che il ristoratore, fraintendendo, non abbia portato al tavolo dell'altro pane.
Ti stai preparando per Zelig? Ciao, ragazzaccio!
Affascinante come vocaboli sconosciuti giungano a noi dalle vie più traverse.
Hai preso nota? Il mio libretto degli appunti ha sempre un posto finestrino in borsa, come da tue indicazioni ...
Ed io ti seguo da lontano
La ragazzaccia
Usalo sempre, il mitico calepino degli appunti, perché il mondo è pieno di reperti... Ciao, 'zaccia.
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