martedì 23 dicembre 2008

due romanzi


Nel suo ultimo romanzo dal titolo Conta le stelle, se puoi (Einaudi), Elena Loewenthal tratteggia la storia di Moise Levi, giovane che parte da Fossano sul finire dell’Ottocento, con il suo carro di stoffe e scampoli, per cercar fortuna a Torino. Ne nasce un affresco di famiglia condotto con improvvise spinte in avanti, a inseguir le storie di figli e nipoti, e con repentini ritorni al passato, a quel carretto da cui tutto ebbe origine, mentre il Novecento scorre e Torino si ingrandisce. Ma ecco che con un semplice espediente narrativo il libro esce dai confini della pur godibile cronaca familiare, una normale storia ebraica in un normale contesto sociale piemontese, per diventare letteratura, qualunque accezione si voglia dare a questa parola. E l’espediente, che inventa la Storia e la riscrive, è la morte di Mussolini, avvenuta per infarto (lo s-ciupùn, alla piemontese), nel 1924, con tutto quel che ne segue. Una morte data quasi per ovvia, storicamente nota, non enfatizzata, proprio come se fosse andata davvero così. Il lettore, a quel punto, si trova di fronte a due romanzi: uno è quello che sta leggendo, l’altro è quello che deve ricostruire, mettendo Moise Levi e i suoi tanti discendenti alle prese con la storia vera, dal 1924 in poi…
(Ecco dunque una delle accezioni di letteratura: c’è letteratura quando un libro ne contiene almeno un altro, totalmente affidato alla immaginazione del lettore).

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