
“Che cosa ti piace fare?”.
“Leggere”.
Quando si dà questa risposta accade che le persone più giovani replichino così:
“E fare qualcosa di più moderno?”.
Come se la qualità di un piacere non stesse nel grado di felicità che trasmette, ma dipendesse invece dal suo livello di modernità. Come se si provasse piacere perché si possiede o si fa una certa cosa, e non per come quella cosa eccita la mente o il corpo.
Giusto o sbagliato che sia questo modo di interpretare il piacere, lo scrittore deve sapere, ancor più di chi legge, di essere anacronistico, sorpassato, demodé, lontano dai giovani, uno di quelli che giocano a bocce mentre tutti hanno la play-station.
Insomma, va bene scrivere e leggere, ma bisogna farlo senza troppa boria, perché è roba giurassica...
“Leggere”.
Quando si dà questa risposta accade che le persone più giovani replichino così:
“E fare qualcosa di più moderno?”.
Come se la qualità di un piacere non stesse nel grado di felicità che trasmette, ma dipendesse invece dal suo livello di modernità. Come se si provasse piacere perché si possiede o si fa una certa cosa, e non per come quella cosa eccita la mente o il corpo.
Giusto o sbagliato che sia questo modo di interpretare il piacere, lo scrittore deve sapere, ancor più di chi legge, di essere anacronistico, sorpassato, demodé, lontano dai giovani, uno di quelli che giocano a bocce mentre tutti hanno la play-station.
Insomma, va bene scrivere e leggere, ma bisogna farlo senza troppa boria, perché è roba giurassica...
(Foto di J-J. Fin)
1 commento:
Preferisco leggere. Al momento le cose "moderne" mi annoiano: spendere 700 euro per avere un telefonino ultramoderno che mi permette di scaricare le ultime suonerie di "Virgola" il gattino cantante, piuttosto che l'ultima versione di "pull my finger" un'applicazione che genera rumori, o vedere le partite del campionato di calcio più violento del mondo ... preferisco leggere un testo qualunque preso a caso come "andar per ombre" ... e tutto, nella mente, torna a posto
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