Cravanzana è un paese di Alta Langa.
Di notte, nelle camere dell’unico (buon) ristorante, il silenzio è vasto, profondo. Mi piace restare sveglio, in piena notte, per godermi questa perfezione quasi innaturale. Nel silenzio immenso sento che la mia memoria tende ad espandersi, come se cercasse di colmare quel vuoto sonoro. Così, senza sforzo, mi dilato nel tempo e trovo un ricordo... Avevo undici o dodici anni ed ero seduto in terra, sul balcone di casa. Stavo leggendo su Tuttosport il resoconto della tappa del Tour de France del giorno prima (amavo il ciclismo con passione). Le parole di Vladimiro Caminiti, autore del pezzo, mi entrarono negli occhi generando visioni e flash di concreta e vivida realtà. Restai abbacinato. Alzai gli occhi per vedere il mondo reale, davanti a me, poi tornai alle descrizioni di Caminiti. E scoprii che le immagini prodotte dalla lettura dell’articolo sembravano (o erano?) più vere di quelle vere...
Così, credo, fui iniziato, a sua insaputa, da Vladimiro Caminiti.
Attraversai lo specchio, e fui per sempre di là, nel mondo delle parole.
domenica 17 febbraio 2008
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