Scrivere tutti i giorni da un minimo di tre righe a un massimo di tre pagine è l'unica attività che da sempre considero essenziale. Non ho mai avuto esitazioni, su questa priorità, nemmeno da ragazzo, quando agivano intorno a me spinte le più varie.
Questo bisogno, vivo e presente, saldo e nutriente, non è mai stato contiguo al desiderio di pubblicare. Non che mancasse, quest'ultimo, ma, ripeto, non era contiguo al bisogno di scrivere. Occhio alle parole: scrivere come bisogno, come necessità immediata che nutre, al pari di muoversi o mangiare; pubblicare come un desiderio, ovvero astrazione non necessariamente connessa con la realtà.
martedì 2 giugno 2009
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