
Lo scrittore, come il sarto, deve lavorare molto di ago e di filo, per cucire insieme le parole affinché diano non solo senso, ma anche luce alla frase; poi deve cucire fra loro le frasi, per ottenere il nesso logico che le concatena, ma facendo anche in modo che ogni frase sfoci nell’altra con naturalezza e fluidità; poi dovrà cucire fra loro i capitoli o i brani per governare l’architettura narrativa, avendo però cura di garantire ritmo e interesse…
Insomma, si scrive con ago e filo, e poi con ago e filo e poi con ago e filo…
2 commenti:
Interessante associazione d'idee.
Dunque se ho capito bene per imbastire un sano racconto non è fondamentale trovare la giusta combinazione di stoffe ma migliorare, perseverando nello sforzo, la capacità di unire figure, ricamare personaggi, puntare gli "spunti" e tagliare, odiosamente tagliare senza paura di lasciarsi indietro le pezze. Così da raggiungere, a forza di sminuzzare e ricucire, il compimento di un modello se non proprio perfetto, almeno ideale.
Mi sembra un buon metro!
Ottimo! Hai stoffa.
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