Ogni autore sogna per il suo
testo un futuro di libro edito e talvolta tende a scrivere opere che ritiene
adatte alla pubblicazione. Per fortuna non ci riuscirà mai, perché sebbene egli sia convinto
di generare l'opera, sarà l'opera a dare forma all'autore.
E quindi,
per quanto un autore desideri comporre un testo capace di non sfigurare lassù,
nel mondo emerso dei libri editi, ecco che la sottile malizia dell'opera entra
in azione. Lui, l'autore, crede di
scrivere guardando al mondo emerso, sopra il livello del mare, ma l'opera che gli nasce sotto i
polpastrelli, più forte e determinata di lui, parlerà di diatomee e di chiglie
anziché di palme o di prue; la luce che sfuggirà dalle righe sarà strabica e si
vedrà il remo spezzato rispetto all'angolo di ingresso sul pelo dell'acqua,
mentre il pesce spada darà qua e là tagli imprevedibili alla sintassi.

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