mercoledì 22 ottobre 2008

la parte per il tutto


Per evocare un luogo è necessario scegliere il dettaglio che, da solo, fa scattare in chi legge l’immagine completa: la parte per il tutto. La mano che posa il bicchiere sul tavolo del bar contiene il bar, gli avventori, l’atmosfera.

metamorfosi



In natura, nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma (Lavoisier).
Vale anche in letteratura.

il paradosso


Veleni al Lingotto è in libreria. Sta per iniziare il carosello delle presentazioni. Ma tutto ciò mi giunge ovattato, distante. Già, perché ormai da due mesi sono alle prese con il nuovo romanzo, sono dentro le sue pieghe, nel suo tono, nei suoi scenari così vividi, dentro di me, da rendere la realtà quasi irreale.
Ecco il paradosso dello scrittore: non poter godere della scrittura se non esclusivamente nel momento artigianale della sua costituzione.

martedì 14 ottobre 2008

veleni al lingotto


...e intanto è uscito il mio nuovo giallo, dal titolo VELENI AL LINGOTTO (Fratelli Frilli Editori).

martedì 7 ottobre 2008

opinioni diverse


Lo scrittore deve impedire alle proprie opinioni (nel caso malaugurato in cui ne abbia) di emergere con troppa evidenza. L'ideale sarebbe che l'opinione dell'autore restasse invisibile. Per ottenere questo risultato, chi scrive dovrebbe abituarsi a far crescere dentro di sé più opinioni, anche opposte, dando loro pari e piena dignità.

lunedì 29 settembre 2008

fammi vedere!


Paolo Travers mi chiede se sia meglio conoscere per esperienza vissuta i posti dove si svolge una vicenda narrata oppure se un bravo narratore dovrebbe prescindere da una definizione dei luoghi troppo precisa. Ritengo che la risposta unica non ci sia. Calvino diceva di scrivere solo di ciò che si conosce, ma Salgari ha scritto dell'Asia senza mai essere andato oltre Verona. Io preferisco la teoria di Calvino, ma sto scrivendo un romanzo ambientato a Venezia (che conosco bene), dove però una scena si svolge su un’isola che non ho mai visto… Ciò che conta, a mio parere, è la credibilità interna che riesco a dare al mio testo, e questa credibilità interna dipende senza dubbio dai dettagli che riesco a ‘far vedere’ a chi legge (e se conosco il posto i dettagli saranno precisi), ma si innesca davvero solo quando questi dettagli sono presenti, come tracce generali, nella testa di chi legge. Detto diversamente: posso descrivere perfettamente un luogo, perché lo conosco, ma se chi legge non ‘vede’ nulla è perché non ho scelto, per la mia descrizione, quei tratti in comune fra il luogo descritto e l’esperienza di chi legge (ovvero di chiunque!). Salgari racconta la giungla con elementi descrittivi che sono già dentro di me, ed io perciò ‘vedo’ i luoghi.

accostamenti lessicali


Si fa letteratura ogni volta che si adattano o si accostano parole consuete per esprimere immagini nuove. Come nel caso di tuguri intellettuali, di Nicolàs Gòmez Dàvila, contrapposti alla torre d’avorio.